Orrore & connivenza

Food For Profit”, il docufilm che espone la verità sui rapporti di forza in Europa in tema di agricoltura e fondi europei è andato in onda, in anteprima nazionale, su Rai 3 nel programma “Report”.  

Da due mesi è un caso. Proiettato decine di volte in tutt’Italia attraverso una rete di militanti e sostenitori, ora approda in tv il docufilm di Giulia Innocenzi e Pablo d’Ambrosi che denuncia quello che c’è dietro l’agroindustria. 

Food for Profit è il primo documentario che mostra il filo che lega l’industria della carne, le lobby e il potere politico. Al centro ci sono i miliardi di euro che l’Europa destina agli allevamenti intensivi, che maltrattano gli animali, inquinano l’ambiente e rappresentano un pericolo per future pandemie.

In questo documentario investigativo con approccio cinematografico, Giulia Innocenzi e Pablo D’Ambrosi ci guidano in un viaggio illuminante e scioccante in giro per l’Europa, dove si confronteranno con allevatori, multinazionali e politici. Con loro una squadra di investigatori che ha lavorato in incognito negli allevamenti dei principali paesi europei, svelando la realtà che si cela dietro le eccellenze della produzione di carne e formaggio. A Bruxelles, un lobbista è riuscito a portare con sé una telecamera nascosta là dove le decisioni vengono prese, raccogliendo informazioni sconvolgenti.

«Un documentario necessario – si legge in un comunicato della LAV –, che mostra chiaramente come gli interessi portati avanti dalle grandi lobby dell’industria zootecnica prevalgono su tutti gli altri, a scapito in primis della trasparenza che istituzioni democratiche come quelle europee devono garantire, e delle strategie volute proprio dalla Commissione e dal Parlamento UE che fanno parte del Green Deal, il patto verde approvato nel 2019 e fondamentale per affrontare le emergenze che ci troviamo davanti – cambiamento climatico, perdita di biodiversità, emergenza di malattie con forte potenziale pandemico, come l’antimicrobico resistenza e l’influenza aviaria – strettamente collegate al modo in cui questo sistema di produzione sfrutta e maltratta miliardi di animali».  

La LAV è stata fortemente coinvolta in questo progetto, durato 5 anni, supportandone la realizzazione, coordinando le attività d’inchiesta negli allevamenti che si vedono nel film, infine contribuendo alla sua diffusione, a partire dal lancio a Bruxelles proprio dentro al Parlamento Europeo.

 “LAV da decenni porta avanti campagne e azioni legali per cambiare le condizioni degli animali sfruttati dall’industria zootecnica, 630 milioni gli animali terrestri macellati solo in Italia ogni anno; 5 settimane, tempo di vita medio dei polli broiler, 99% dei polli (“spacchettati in” petto, cosce, o altro) che si trovano al supermercato. Dati impressionanti e così strettamente connessi alla distruzione ambientale e all’emergenza climatica, ma anche alle condizioni di sfruttamento di chi lavora in allevamenti e macelli e alla salute di tutti noi. La politica ha la responsabilità di farsi carico di questa emergenza e invertire la rotta – dichiara Lorenza Bianchi, responsabile dell’area Transizione Alimentare LAV – Il problema dell’agricoltura europea, infatti, non sono le politiche di “greening”, ovvero per ridurre i devastanti impatti ambientali e sul clima di questa attività, bensì le concentrazioni di potere in questo mercato e lo stra-potere dell’agri industria, come è corretto chiamarla”.  

L’appello del film è forte e chiaro: dobbiamo fermare questo sistema corrotto se vogliamo salvare il pianeta. E noi stessi.

Ciro Troiano