Pausa caffè sempre più salata

Il caffè, pausa prediletta dagli italiani, rischia di diventare troppo salato. In base ai dati del Mimit (Ministero delle imprese e del made in Italy) rielaborati da Assoutenti, il prezzo medio di una tazzina di caffè è arrivato 1,20 euro e sono eccezioni le città in cui l’espresso si paga meno di un euro.

Le cause sarebbero da ricercare nel cambiamento climatico che ha colpito il Vietnam, il maggior produttore nel mondo di robusta, che, a causa di una stagione calda e secca, vede diminuire i propri raccolti con conseguente aumento del costo di produzione inoltre al fattore crisi climatica si aggiunge che il trasporto di caffè incontra ostacoli pesanti a causa delle guerre e dei blocchi navali e per finire incide sul rincaro anche, lo sfavorevole tasso di cambio per il rafforzamento del dollaro sull’euro.

Tutto vero ma le speculazioni sono sempre dietro l’angolo. Anche perché il costo, a chilo, del miglior caffè, acquistato nel migliore dei rivenditori, non giustifica fino in fondo i rincari applicati per una misera tazzina al bar. Il sospetto che ci sia dell’altro è forte.

Caffè salato per gli italiani ed in particolare per i pescaresi in quanto la cittadina abruzzese ha subito, in base alle analisi di Assoutenti, i maggiori rincari con un prezzo medio, che, a Pescara, passa da 1 euro a 1,28 euro e un aumento del +28%. Per non parlare di quello che sta accadendo lungo le autostrade.

Antonella Cirese