PNRR, un successo o l’avvicinamento della fine?

Se concordiamo con il fatto che spendere i soldi del PNRR è cosa buona, diciamo, implicitamente, che prendere a prestito dei soldi per quello scopo è cosa buona. È questo, ancora una volta, lo spettro del “debito buono” che ha portato il debito italiano agli attuali livelli stratosferici che conosciamo e dai quali non usciremo mai. Questa solfa la sentiamo dai nostri governanti e anche dalle opposizioni e quindi sembra una cosa vera. Essa cozza con la nostra idea di debito che -sempre- è cosa sgradevole perché ha il difetto che ad un certo punto diviene una cosa da restituire per un ammontare superiore a quello percepito.  

Spesso sentiamo personaggi di governo vantarsi della percezione della terza rata o della quarta e della prossima quinta rata di soldi del PNRR quasi fossero incassi e non debiti e quasi fosse nostro interesse averli e non anche delle banche che li erogano e quindi mettono a reddito fette faraoniche di soldi che non sanno a chi dare e perché…

Poi qualcuno (che pensa di essere un fine statista) arriva a dire che l’interesse italiano è quello di indurre l’Europa ad emettere titoli di debito europei e quindi che questo debito è un fine modo per trasformare anche l’Europa in un debitore “estremo” come siamo noi e molti altri come noi! Cioè vogliamo esplicitamente contagiare l’Europa del virus debitorio che abbiamo noi e che ad ogni piè sospinto ci viene rinfacciato. Debito che formalmente sta nei conti europei anche se sostanzialmente dobbiamo pagare noi. Un modo per prendersi in giro da soli! Quindi per costoro i nostri debiti sono cosa da consigliare agli amici? Che scenario vorrebbero raggiungere questi statisti nostrani? Debito sovranazionale oltre a quello ormai insostenibile nazionale mentre esiste quello imprecisato locale, quello delle imprese (specie grandi private),.. tutti senza alcuna possibilità di essere pagati! Uno strano e pericolosissimo modo di concepire la futura economia mondiale.  

Gli economisti che suggeriscono queste cose poi sono gli stessi che dicono che esistono dei parametri sacri che non si devono violare mai, pena pesanti sanzioni. Attorno a questi parametri si discetta da mane a sera e si mantengono legioni di contabili che controllano e danno voti e penalità a destra e a manca. Una montagna di contabilità e controlli incrociati costosissimi per il contribuente per lo più falsi cui tutti fanno finta di credere.   A prescindere dalla evidente contraddittorietà di queste posizioni e a prescindere dalla probabile dipendenza delle Istituzioni europee dagli interessi dei prestatori di soldi…. non è forse il caso di guardare con maggiore  attenzione al funzionamento delle Istituzioni stesse? Verso quale scenario stiamo andando? Veramente si pensa che alla fine tutto rimane com’è quale che sia il livello del debito? E l’Istituto finanziario creditore di somme inesigibili rimarrà educatamente in attesa per sempre del momento della riscossione? E il cittadino (che poi è il pagatore finale sia del debito nazionale che di quello europeo) come potrà pagare anche solo gli interessi?  

Un guazzabuglio che non promette niente di buono e che è figlio dell’economia del “tutto e subito”; della contabilità divenuta l’unica regola economica; figlio delle statistiche asserite come verità incontrovertibile che si sostituisce a quella vera pur essendo smentite sempre ed in ogni caso. Un guazzabuglio che ha in sè i germi della implosione dell’intero sistema che -come sempre è accaduto in passato- è prodotto dagli errori e dalla stupidità degli “esperti” e non certo da noi cittadini costretti a lavorare dal primo gennaio al trentuno dicembre per sostenere una baracca ormai in balìa degli elementi.

Canio Trione