Il valore del ceto medio per l’economia e la società. Il rapporto Censis

“Il valore del ceto medio per l’economia e la società” è il tema del rapporto redatto dal Censis su iniziativa della Confederazione sindacale che rappresenta unitariamente, a livello istituzionale, dirigenti, quadri e alte professionalità del pubblico e del privato (CIDA).

Il rapporto indaga sulla percezione che il ceto medio ha di se stesso nel terzo millennio. Emerge come il ceto medio senta di appartenere ad uno stato sociale in stasi ed immobile infatti il 48,8% vive il timore di una regressione nella scala sociale, il 74,4% ha la convinzione di un concreto blocco della mobilità verso l’alto ed il 75% ha la convinzione che le generazioni passate vivevano meglio.
I dati mostrano una scarsa speranza per il futuro, il timore di un declassamento con conseguente propensione a cercare di difendere più che a migliorare il proprio status quo.

Entrando nel merito si osserva che per l’80% delle persone che si sentono di ceto medio si sente danneggiato dall’evasione fiscale e una larga fetta vorrebbe un sistema fiscale che incentivasse l’attività di impresa.

Diffusa è anche la convinzione che in Italia il talento e l’impegno nel lavoro non abbiano l’adeguato riconoscimento inoltre in base ai dati l’81% degli italiani ritiene sia equo che coloro che lavorano di più guadagnino di più.

Una fotografia che evidenzia come per sostenere la classe media siano necessarie politiche che valorizzino i talenti e attuino misure fiscali incentivanti per lo sviluppo economico del Paese da sud a nord.

Antonella Cirese