Corsa infinita

Negli ultimi giorni la cronaca ha riportato alla ribalta storie e fatti legati allo sfruttamento dei cavalli nelle corse clandestine. Arresti, sequestri e corse bloccate: questo il corollario.

Due settimane fa circa, i Carabinieri della Compagnia di Castelvetrano, coordinati dalla Procura della Repubblica di Marsala, coadiuvati dai Carabinieri Forestali – Nucleo CITES di Trapani e personale veterinario dell’A.S.P., sono intervenuti nella frazione di Triscina per fermare gare clandestine di cavalli. Nove le persone denunciate, ritenute responsabili, a vario titolo, di aver promosso, organizzato e diretto le competizioni non autorizzare e di aver messo in pericolo l’integrità fisica degli animali.

Circa trenta militari, che nei giorni precedenti avevano notato dei movimenti sospetti in zona, sono intervenuti nelle prime ore per bloccare delle corse equestri che si stavano svolgendo presso un terreno privato adibito ad ippodromo davanti ad un centinaio di spettatori che si sono rapidamente dileguati alla vista dei Carabinieri. Ad esito dei controlli, ben nove sono risultati i soggetti, tutti provenienti dall’hinterland trapanese e palermitano, che hanno avuto un ruolo attivo nell’organizzazione, direzione e partecipazione alle competizioni non autorizzate.

Altra storia criminale, questa volta con un arresto: era stato sorpreso in piena notte a condurre un calesse, trainato da un cavallo, intento a gareggiare in una competizione abusiva in via degli Agrumi, sita nel Rione San Filippo di Messina. I fatti risalgono allo scorso 14 marzo, quando gli agenti della Squadra Mobile e delle Volanti erano intervenuto al termine di una competizione non autorizzata tra cavalli denunciando quattro soggetti che avevano attivamente partecipato alla gara. L’intervento degli equipaggi della Polizia di Stato aveva determinato il fuggi fuggi generale, in particolare delle persone a bordo di scooter che, durante la corsa, avevano costantemente affiancato i cavalli a velocità sostenuta ed azionato i clacson simultaneamente.

Proprio uno dei fantini, alla vista della Polizia, si era allontanato repentinamente salendo a bordo di un motociclo che seguiva il corteo, riuscendo così a darsi alla fuga al fine di evitare di essere identificato, essendo affidato in prova al servizio sociale. Gli agenti della Squadra Mobile, tuttavia, lo avevano riconosciuto; allo stesso tempo, era stato immortalato nelle immagini estrapolate dalle registrazioni della Polizia Scientifica.

Per tali fatti il quarantottenne messinese, era stato segnalato dalla Squadra Mobile ai magistrati dell’Ufficio di Sorveglianza del Tribunale di Messina, che hanno quindi provveduto alla sospensione della misura dell’affidamento in prova al servizio sociale – ritenendola incompatibile con la condotta tenuta dall’uomo, il quale, in orario notturno, anziché attenersi all’obbligo di non allontanarsi dalla propria abitazione, era uscito e si era reso protagonista, quale fantino, di una corsa clandestina di cavalli sulla pubblica via, per poi darsi alla fuga alla vista della Polizia – disponendone la carcerazione. Tratto in arresto dagli agenti, al termine degli atti di rito, l’uomo è stato associato alla casa circondariale di Messina.

L’ultima storia riguarda un cavallo sequestrato il 23 aprile scorso dalla Questura di Messina. Evenafterall, questo il suo nome. Dopo aver trascorso un periodo in custodia all’Università della città siciliana è stato affidato a IHP (Italian Horse Protection), come ha reso noto la stessa associazione in una nota. IHP ha anche presentato un esposto alla Procura di Messina, poiché i documenti in possesso dell’associazione mostrano che, prima di finire nel giro delle corse clandestine, Evenafterall ha corso negli ippodromi ufficiali. L’associazione toscana chiede di indagare sulle modalità che hanno portato il cavallo da correre nei circuiti legali a quelli criminali e a verificare i vari passaggi e soprattutto per quali mani è passato.

Non è certo la prima volta che nel corso di attività di polizia per il contrasto alle corse clandestine vengono sequestrati cavalli provenienti dall’ippica ufficiale. Vi è sicuramente un circuito criminale attraverso il quale gli animali dagli ippodromi finiscono su strade, e ricostruire i vari passaggi è cruciale per scardinare questo sistema criminale.

Sì, proprio una corsa infinita, quella delle gare clandestine.

Ciro Troiano