Sfiducia generalizzata, crisi delle ideologie e il partito del non voto

La sfiducia generalizzata, nei confronti delle classi politiche, è causata dalla crisi delle ideologie. È questo il clima nel quale si ritrova la società occidentale quando si trova alle prese con il voto. Sentimento antipolitico e antipartitico che si scontra col desiderio e la speranza del cambiamento.

Speranza e desideri che si riflettono nell’ultimo sondaggio dell’Eurobarometro condotto tra il 3 aprile e il 28 dello stesso mese di questo 2024.

Dalle interviste rivolte ai 26399 cittadini di 27 Stati membri dell’Unione Europea emerge ottimismo nei confronti dell’economia europea con conseguente aumento della fiducia nell’UE che si attesta al 49%.

Un complessivo ottimismo si evince dai dati dai quali emerge anche che il 64% dei giovani dichiara di voler votare contro il 13% che si dichiara disinteressato.

È il partito del non voto. L’astensione conseguenza del sentimento antipolitico che si traduce in ostilità nei riguardi della politica.

Secondo una inchiesta condotta dal magazine portoghese Divergente il partito del non voto è formato da cittadini che vivono in paesi burocrati con alto tasso di analfabetismo e con età media elevata.

Delusi dalla politica sostengono che votare non serve a niente. Senza considerare che questo allontanamento dalla politica non fa altro che favorire il sistema e il populismo. Il sistema che cavalca l’onda delle pulsioni popolari di una popolazione succube di grandi cambiamenti ai quali la politica non sa, o non vuole, dare risposta.

La crisi delle ideologie, la destra e la sinistra che perdono la loro identità. I conservatori da una parte, i progressisti dall’altra che si intestano battaglie social per una manciata di voti in più.

La sinistra che si inchina davanti all’attivismo delle influencer di turno che altro non sono che l’emblema del capitalismo. La destra che combatte a suon di meme.

Una distopia che già durante il primo decennio del nuovo millennio si faceva evidente e che con la piattaformizzazione della società inizia ad inglobare anche la politica.

Cosa fare allora? Andare a votare. E… resistere.

Lucia Ricchitelli