Torna la leva? Sei mesi per uomini e donne e la possibilità di scegliere

La proposta di legge preannunciata dal Ministro Matteo Salvini è approdata alla Camera. Prevede una leva:
– di sei mesi;
– per ragazzi e ragazze tra i 18 e 26 anni;
– su base regionale.

Ad essere interessati, dunque, sarebbero i nati entro il 1998, ai quali verrebbe data la possibilità di scegliere tra il servizio civile o militare.

Il messaggio istituzionale e politico è chiaro: rafforzare la formazione dei giovani con un periodo obbligatorio, in via paritaria per donne e uomini, al servizio della comunità nazionale. Conformemente al principio costituzionale espresso dall’articolo 52, i giovani hanno quindi il dovere di diventare cittadini attivi, consapevoli, più preparati, rinsaldando, al servizio della patria, l’identità e il senso di responsabilità.

Partendo dall’obiettivo di realizzare i massimi valori di solidarietà e collaborazione tra i cittadini, l’istituzione della leva obbligatoria dovrà coinvolgere i giovani in esperienze formative a livello sociale ed educativo. Gli adulti, consci del loro ruolo di educatori, devono assumersi la responsabilità di agire in modo concreto a favore dei giovani: ciò si può realizzare anche attraverso specifici percorsi normati da disciplina e impegno, che vedano le nuove generazioni spendersi al servizio della società, preparandosi al confronto con il mondo adulto nella maniera più costruttiva ed efficace possibile.

La finalità del provvedimento, vista anche la sensibilità che sta crescendo tra gli italiani, è quella di chiedere ai giovani di assumersi la responsabilità di proteggere non solo il territorio ma anche il patrimonio storico, culturale e sociale, che è l’amalgama della loro comunità regionale, attraverso un servizio obbligatorio. Tale servizio – si afferma – “non necessariamente deve essere un servizio armato ma sicuramente deve costituire un valido ausilio alle istituzioni militari, alla protezione civile e alle importantissime e radicate realtà del terzo settore”.

I ragazzi potranno inoltre optare per un impiego e una formazione nell’ambito militare.

Si ricorda che in Italia la leva obbligatoria è stata abolita a partire dal gennaio del 2005.

Verso la fine degli anni ’90, con l’evolversi degli scenari socio-politici ed il crescente impiego delle Forze armate in ambito internazionale, è maturata la volontà politica di dotare il Paese di uno strumento militare più flessibile ed altamente specializzato. A tal fine si è dato avvio, con la L. 331/2000 (Norme per l’istituzione del servizio militare professionale), al processo di professionalizzazione delle Forze armate mediante la graduale sostituzione del vecchio modello con uno totalmente professionale, dagli organici più contenuti ma basato esclusivamente su volontari, a partire dal 2005, anno di sospensione della leva.

La L. 331/2000 ha conferito una delega al Governo per l’adozione di un decreto legislativo diretto a disciplinare la progressiva trasformazione dello strumento militare in professionale, attraverso la sostituzione, entro sette anni dalla entrata in vigore del decreto medesimo, dei militari di leva con volontari di truppa e con personale civile del Ministero della difesa.

A seguito di tale trasformazione, il ricorso alla coscrizione obbligatoria è stato “sospeso” ed applicato soltanto in casi eccezionali, quali lo stato di guerra deliberato ai sensi dell’articolo 78 della Costituzione o l’insorgere di una grave crisi internazionale nella quale l’Italia sia coinvolta direttamente o in ragione della sua appartenenza ad una organizzazione internazionale, che giustifichi un aumento della consistenza numerica delle Forze armate.

Franco Marella

(fonte:www.brpcardi.it)