Quella faccia mistica di 9.000 anni fa

Una rarissima quanto eccezionale maschera di pietra risalente al Neolitico (Photograph by Clara Amit, Israel antiquities authority) è stata esposta, per la prima volta al pubblico, al Museo di Israele, all’interno della mostra “Face to Face”. Lo ha reso noto l’Israel Antiquities Authority.

Fu scoperta alcuni anni fa in seguito alle informazioni ricevute dall’Unità per la prevenzione dei furti di antichità dell’Autorità israeliana per le antichità.

La maschera è realizzata con cura in pietra calcarea giallo-rosata. Sui bordi vi sono quattro fori, probabilmente per fissarla, forse al volto di una persona vivente o forse a un pilastro o altro oggetto.

La pietra è completamente levigata, i lineamenti del viso sono perfetti e simmetrici, furono disegnati anche gli zigomi, un naso imponente e una bocca con i denti. Indubbiamente suggestiva, esercita un richiamo ancestrale per uno sguardo non superficiale, evocando echi mistici e spirituali.

Gli studiosi hanno spiegato che il quel periodo il culto degli antenati era comune e queste maschere di pietra, di dimensioni simili ai volti umani, tendono ad essere associate a tale culto.

Includendo questa, sono 16 le maschere del periodo Neolitico conosciute in tutto il mondo. Da uno studio che le ha esaminate è emerso abbastanza chiaramente che appartengono tutte allo stesso tipo, in base al loro stile: forma ovale, occhi da rotondi a mandorla, un piccolo naso scolpito a triangolo senza narici, bocca e solitamente denti realizzati mediante incisione o sbalzo. La loro creazione e il loro utilizzo risalgono a quella che viene chiamata la Rivoluzione Agricola, un periodo segnato come transizione da un’economia di caccia e raccolta all’agricoltura primitiva, in cui furono addomesticate, ahinoi, varie specie animali e vegetali. Questo periodo fu accompagnato da cambiamenti nella struttura sociale e da un aumento dell’attività rituale-religiosa, cosa che si riflette nei reperti archeologici.

Della collezione di maschere esistente, solo due provengono da un chiaro contesto archeologico, ovvero è noto da quale sito provenissero. Il resto delle maschere è conosciuto tramite collezioni private in tutto il mondo. La grande importanza di questa maschera sta nel fatto che è collegata ad un sito archeologico che può essere indagato e da esso comprendere il mondo materiale e quotidiano in cui è stata realizzata.

La maschera proveniente dall’area di Pnei Hever si unisce ad altre maschere attribuite al periodo pre-ceramico del Neolitico B che furono scoperte nella regione meridionale delle colline di Hebron e del deserto della Giudea. La scoperta della maschera di Pnei Hever rafforza l’ipotesi che la regione meridionale delle colline di Hebron fosse un centro per la produzione di maschere di pietra e apparentemente anche per attività rituali nel periodo pre-ceramico del Neolitico B.

 

Ciro Troiano