Chi offende Istituzioni e Costituzione?

Finora, allibiti, non ci è mai capitato di osservare chi sia schiavo di un personale disagio che si trasforma in un odio viscerale e incivile, di immonda cultura tribale, contro il malcapitato di turno.

Di solito è il Governo, e chi occupa quel posto di comando tanto ambìto, il bersaglio degli strali dei disagiati; in ottemperanza al detto popolare che tempo fa andava per la maggiore: “Piove? Governo ladro!”. Ma perché siamo così sdegnati e incolleriti?  Perché, se i docenti sono così, che ci dovremmo aspettare dai discenti?

Qualcuno potrebbe obiettare che è sbagliato generalizzare; è sbagliato estendere la colpa di uno a tutto il settore.

Purtroppo, questo qualcuno dovrebbe sapere che, in certi ambienti, come quelli attinenti all’educazione civile della futura classe dirigente di questo Paese, basta una mela marcia per guastare tutto il carico. Ed è certamente colpa dell’ambiente permettere l’accesso a chiunque senza una qualsivoglia selezione. Che strano, non si usa più la selezione del personale, quella attitudinale e non tecnica, soprattutto per accedere a funzioni statali.

Con questa ampia premessa, alla fine, a chi ci si riferisce?

Ecco: due consiglieri regionali di Fratelli d’Italia in Toscana, Jacopo Cellai e Matteo Zoppini, hanno denunciato un gravissimo insulto, nei confronti del Presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, apparso in un video pubblicato sui social, diventato nel giro di poco tempo virale e rimosso,

“Cagna maledetta” è l’insulto apparso sul video, pubblicato sui profili social di un professore di matematica di un istituto superiore di Firenze.

Non si lascino trasportare in commenti pseudo politici e para psicologici le opposte e diverse fazioni partitiche: qui non si tratta di politica ma di civiltà, di educazione, di ruolo nella società, di rispetto dei diritti altrui, di violazione dei propri doveri.

Non è, neanche, questione di chi sia il Presidente del Consiglio.

Non è, neanche, questione di social dove si crede che non esistano regole.

Qui è questione di attacco spudorato alle Istituzioni democratiche e alla Costituzione. Infatti, ecco il marcio delle contraddizioni: molti sostengono che bisogna rispettare le Istituzioni e si sbracciano per difendere la Costituzione, soprattutto i giovani. Ma, poi, sono gli stessi che offendono le Istituzioni e violano la Costituzione. Lo strano è che non si accorgono di questa contraddizione.

Tutto questo pandemonio scatenato, addirittura, da un docente di Istituto Superiore; per di più insegnate di matematica dove dovrebbe avere preminenza il cervello. E invece lui è comandato dall’istinto di pancia.

Non conta se il professore ha già sulle spalle una condanna per aver commentato sui social, con una bestemmia, l’inserimento del vocabolo “merito” nella denominazione del Ministero dell’Istruzione, oggi Ministero dell’Istruzione e del Merito”.

A lui il merito non piace (benché professore) e una bestemmia può sempre scappare.

Quello che conta è che quel professore era stato consigliere di quartiere a Firenze per la sinistra. Ecco, qui entra la politica che, purtroppo, è stata sostituita dal partitismo.

Il sistema partitico la deve smettere con il proprio modo deforme di fare politica; cioè quello di costruire incomprensibili contrapposizioni con il vile, evidente e spregevole obiettivo di personalizzare il conflitto, a prescindere dal tema.

Il sistema partitico sta rovinando l’Italia e l’opinione pubblica ne è consapevole, stanca, mostrando un astensionismo storico.

Antonio Vox