David Wilcock: la dodicesima vittima?
David Wilcock era un personaggio molto noto nel mondo dell’ufologia. Era diventato famoso, una ventina di anni fa, per aver dato voce ad una serie di whistleblowers (“gole profonde”) che avevano rivelato importanti segreti governativi sui ritrovamenti degli UFO e sui progetti segreti di retroingegneria che li avevano accompagnati.
Esperto di astroarcheologia (la “teoria degli antichi alieni”) aveva scritto diversi libri di successo, e compariva spesso come ospite nella serie di History Channel “Ancient Aliens”.
Wilcock era un esponente di punta del movimento UFO disclosure, che chiede al governo americano di rivelare le prove sull’esistenza di vita extraterrestre.
Era anche il “direttore delle tecnologie evolute” della Stavatti Aerospace, una curiosa ditta aerospaziale che proponeva progetti di strane aeromobili “futuristiche”. In realtà la Stavatti era una specie di scatola vuota, piena di debiti e sommersa da controversie, che non ha mai prodotto un solo aereo nè venduto un solo progetto nel corso della sua esistenza.
Secondo la polizia locale, Wilcock è morto per suicidio, sparandosi con una pistola. Il giorno prima di morire Wilcock aveva fatto il suo ultimo podcast, nel quale aveva dato di tutto meno che l’impressione di essere una persona sull’orlo del suicidio.
Data la sua esperienza (e le sue profonde conoscenze) nel modo ufologico, è difficile non collegare la morte di Wilcock a quella di altri 11 scienziati, anch’essi collegati al mondo della ricerca ufologica avanzata, avvenuta negli ultimi anni.
Ancora più curiosa è la morte del suo biografo, Wynn Free, avvenuta solo pochi giorni prima. Free aveva scritto un libro che esplorava le somiglianze tra Wilcock e il chiaroveggente Edgar Cayce, sostenendo la possibilità che Wilcock fosse la reincarnazione dello stesso Cayce.
Massimo Mazzucco
