I cassonetti intelligenti
Pare che il Comune di Bari stia per cambiare i cassonetti in uso in molte parti della città per la raccolta dei rifiuti con altri che dopo un periodo di assuefazione della popolazione diverranno “intelligenti”. Dopo l’intelligenza artificiale, i telefoni intelligenti, la televisione intelligente, missili intelligenti, e tanta altra intelligenza progressista non potevamo rimanere senza cassonetti intelligenti.
Se non abbiamo capito male ci spiegano che servono questi cassonetti perché i baresi sono incivili e quindi vanno “educati” o costretti a comportarsi in maniera civile. In cosa consiste questa caratteristica intelligente dei cassonetti? Nell’escludere alla fine della assuefazione dall’uso dei cassonetti chi non possiede una tessera che permette l’apertura del cassonetto.
Se non abbiamo capito male questa è la rivoluzione che si vuole introdurre a Bari.
Premesso che queste cose “intelligenti” non incantano più nessuno; premesso che abbiamo assistito in diretta allo spargimento di immondizia da parte di conducenti di mezzi adibiti alla raccolta dei rifiuti per strada semplicemente perché il mezzo di trasporto essendo troppo pieno di rifiuti li perdeva strada facendo; premesso che questo sistema esclude dei cittadini dall’accesso a tutti i cassonetti tranne uno,… premesso tutto questo qualcuno deve farsi carico di spiegare all’Amministrazione che se essa detiene il monopolio della raccolta rifiuti e quindi se nessuno può scegliere altro raccoglitore di rifiuti essa ha il dovere di raccoglierli in ogni parte della città senza eccepire nulla. Non è che siccome hai il monopolio non hai nessun dovere e puoi restringere financo la libertà del cittadino fino ad imporgli quello che vuoi e fino a controllare quello che si conferisce andando a rovistare nel cassonetto.
Non solo. Essendo questo un monopolio legale cioè imposto dalla legge ed è imposto a favore di un ente pubblico va finanziato con la fiscalità generale. Diverso sarebbe se il cittadino potesse optare per un altro fornitore del servizio come accade il gas o l’energia elettrica (nel qual caso il cittadino può optare per un altro fornitore al posto della municipalizzata); è evidente che il servizio di raccolta rifiuti è un monopolio pubblico perché afferisce alla natura pubblicistica del servizio (tutela della salute pubblica e dell’ambiente) quindi non si può far pagare con una tariffa ma va pagato con la fiscalità generale e deve essere il servizio a modellarsi sulle esigenze della lavorazione dei rifiuti stessi.
Questo modo “intelligente” di procedere non è nuovo. Viene impiegato in altre parti d’Italia con il risultato che ogni condominio prima o poi riceve una sanzione per il non corretto modo di conferimento. Cioè bisogna dare altri soldi che si aggiungono alla già carissima imposta inventata per finanziare la raccolta rifiuti.
Quindi tutto si riduce a cercare altri soldi? Certo, l’idea è che la fiscalità generale non si tocca e se il cittadino vuole un servizio se lo paga a parte. Questa “filosofia” è stata silentemente introdotta nei passati decenni ad ogni livello della pubblica amministrazione e nessuno dei politicanti di ogni collocazione si è ribellato. Questo perenne travaso di ricchezza a favore dello stuolo di impiegati pubblici ha portato la spesa pubblica a divenire di gran lunga maggiore dell’insieme della spesa privata e la gente non se ne è accorta perché occupata a reperire soldi da portare a lor signori, novelli feudatari, puntualmente alle date previste.
Con il risultato di rendere molto più conveniente il “posto fisso” della “partita IVA” creando così un vero e proprio soviet che sta mangiando il resto dell’economia. E la gente capisce che ormai sono tutti uguali, destra e sinistra, perché è tutto un “magna magna”. Finchè qualcosa non si romperà.
Canio Trione
