Pax Augustea e Neutralità
Durante la Pax Romana (che, come sappiamo e come abbiamo scritto, si sviluppò principalmente sotto l’impero di Augusto e durò fino al II secolo d.C.), i Paesi che oggi il diritto internazionale definisce “neutrali” formalmente non esistevano.
E ciò anche se, nella sostanza, alcuni territori o determinati popoli erano considerati indipendenti o non direttamente sottomessi all’Impero Romano.
Ciò avveniva per diverse ragioni: spesso perché essi non rappresentavano una minaccia militare per Roma, altre volte perché erano troppo distanti o difficili da controllare o, infine, perché erano Stati-clienti o alleati formali che mantenevano una certa autonomia.
Questi Stati che oggi, con una certa approssimazione, consideriamo “neutrali”, avevano autonomia limitata in base a norme di trattati o patti di alleanza e svolgevano un ruolo prettamente commerciale; in pratica, fungevano anche da necessaria barriera tra Roma e le potenze rivali.
In conclusione, anche se non esisteva un concetto di “neutralità” nel senso moderno del termine, questi Stati erano spesso più utili a Roma di quelli conquistati, perché garantivano stabilità commerciale e militare senza richiedere un controllo diretto, per sua natura molto costoso.
Luigi Mazzella
