La trilogia di Graziella Marzocchi

Come sarebbe a dire Trilogia? Ebbene, si! Questo è il terzo nostro articolo sullo psicodramma di una 59enne, Graziella Marzocchi, allontanata da casa sua, di proprietà, da quasi 1 anno e mezzo e sfrattata (solo 5 giorni, però!) per conto di San Nicola, dal suo domicilio all’aria aperta, il porticato del Teatro Piccinni. Lei, in quei cinque giorni, per rispetto al Patrono della Città che, tutti sanno, è di levatura globale, è stata ospitata in un albergo di lusso.

La vacanza, però, è finita.

Ma voi vi ricordate di Graziella? Sta diventando, suo malgrado, la mascotte di Bari al Piccinni, ma è l’emblema di una Politica e di una Burocrazia che non si stancano né si vergognano di dare indecente figura di sé.

Una breve sintesi sulla questione è doverosa, tanto per rinfrescare la memoria ai tanti indifferenti.

Graziella, non lavora, non ha reddito, non paga il condominio, anche se lei dice che è per via del fatto che il Condominio non le fa i lavori al lastrico solare; ha solo quella sua piccola alcova lasciatole dai genitori.

Ottiene un Assegno di Inclusione (ADI – misura nazionale di contrasto alla povertà attiva) per lo stato di povertà assoluta che colpisce, secondo ISTAT 2026, ben 5,7 mln di persone (10% delle famiglie e popolazione). Dal marzo 2024 è seguita dalla Assistenza Sociale che riferisce alla Procura lo stato di “barbonismo domestico” della donna; arriva, così, a Gennaio 2025, l’Amministratore di Sostegno (ADS).

Nel frattempo, il Condominio, creditore di circa € 3.000, avvia una procedura esecutiva di pignoramento. Caso incredibile, viste le dimensioni degli importi. Ma come sanno tutti, da un lato la povertà assoluta crea debiti, dall’altro, se sei debitore, sembra che la Burocrazia si diverta ad aggravare il tuo disagio finanziario: basta pensare a cosa succede ad una multa non pagata. 

Il Giudice delle Esecuzioni, visto che la donna non ne voleva sapere di far entrare gli ispettori, decide, ad Aprile 2025, un per allontanamento coatto, senza scadenza.

Comincia il calvario di Graziella che rifiuta alloggi, a suo dire indecenti, anche per stare vicina ai suoi cagnolini, unici suoi affetti rimasti.

Nel Dicembre 2025, la ADS chiede e ottiene che il pignoramento si trasformi da immobiliare a mobiliare. Sembra che la Graziella possa rientrare in casa, visto che l’appartamento rimane suo. Ma il Giudice delle Esecuzioni chiede la perizia tecnica sulla sicurezza dell’immobile e la donna deve rimanere all’addiaccio.

Intanto, i tecnici comunali ravvisano anomalie strutturali cui il Condominio deve provvedere: gli interventi costano e i condomini se la prendono con Graziella. Piove sempre sul bagnato.

La società civile si mobilita: fra l’altro, raccoglie soldi, sollecita il Comune, l’ADS, il giudice tutelare; chiede, nello sdegno totale, umanità e comprensione ma la Burocrazia non è né umana né è disposta a comprendere: infatti non è il suo ruolo. In tutta questa storia, incredibile per chiunque sia benpensante, la donna rimane ospite del porticato del Teatro Piccinni. Intanto le sue condizioni fisiche degenerano. Se ci lasciasse le penne ci si dovrebbe chiedere di chi sia la colpa.

Ma, al di là dei comportamenti dei singoli attori che non vogliamo giudicare, non c’è un colpevole. Gli assistenti sociali non potevano non denunciare lo stato di “barbonismo domiciliare”; l’amministratore di condominio non poteva non tentare il recupero del debito: il Giudice delle Esecuzioni non poteva che innescare l’iter di pignoramento e non poteva non chiedere la perizia tecnica di sicurezza; il Giudice Tutelare, vista la complessità del caso, non poteva non nominare un ADS; l’ADS non avrebbe potuto non operare il suo mandato; il Comune non può intervenire e si rifugia nella incompetenza visto che il caso è gestito dai Giudici: promette solo che affronterà, con decisione, la questione generale dei senza tetto; i tecnici comunali, in questo guazzabuglio, scelgono di essere più realisti del Re.

Come si dice, tutti si mettono “a parte civile”: in sicurezza. Tutti appaiono incolpevoli a norma di legge e dormono sonni tranquilli. Ma Graziella dorme all’addiaccio e non si sa come andrà a finire questa storia. 

Allora? Cosa non funziona? In questa ridda di norme, leggi e leggine, perizie e procedure, ci si è dimenticati della “Centralità della Persona”.

È questo sistema che non funziona: freddo, cinico, si dovrebbe dire anticostituzionale. Il caso Graziella è il suo emblema. Chi entra nella sua ingarbugliata matassa perde la Dignità di Persona.

Ma cosa è il “barbonismo domiciliare”? Ci aiuta la IA: “Il barbonismo domestico è un fenomeno di grave degrado abitativo e isolamento sociale in cui persone, che spesso appaiono integrate all’esterno, vivono in case sature di rifiuti, sporcizia e oggetti accumulati compulsivamente. È associato a traumi, depressione; comporta l’abbandono dell’igiene personale e ambientale: sindrome di Diogene”. Non ci accontentiamo e leggiamo ancora: “La sindrome di Diogene è un grave disturbo comportamentale, frequente negli anziani, caratterizzato da auto-abbandono estremo, incuria dell’igiene personale e domestica, isolamento sociale e tendenza all’accumulo compulsivo. Spesso definita -squallore senile- o -barbonismo domestico-, la condizione porta a vivere in condizioni igieniche precarie, rifiutando solitamente aiuto”.

Guarda un po’: è la Sindrome da Solitudine. E allora si capisce perché Graziella non può fare a meno dei suoi piccoli cani: è una questione esistenziale; e allora si capiscono le resistenze dalla donna.

È necessario risalire alla causa per poter intervenire adeguatamente. Quale è la causa in questo caso? La povertà assoluta! La disperazione economica.

La Solitudine si trasforma in Disagio Esistenziale. Ma se questo è il nòcciolo della questione, è proprio il sistema giuridico e socio politico che va messo sotto accusa. Fin quando la opinione pubblica non ne ha consapevolezza e non si erge a difesa, con clamore, dei veri diritti della Persona, la società civile è destinata ad un fallimento epocale.

L’opinione pubblica deve bandire la indifferenza, la disaffezione, il disinteresse: deve tornare ad essere attiva politicamente.

Essere passivi, nascondendosi nell’individualismo, è perdente per tutti.

Antonio Vox