La prima enciclica di Leone XIV
Il Papa “debole” e americano da tempo stava lavorando ad una Enciclica rivoluzionaria che sembra voler essere una svolta storica nella Storia dell’Umanità.
La scelta dello stesso nome del Papa estensore della Rerum Novarum e cioè di un Papa rivoluzionario faceva presagire l’esistenza di un progetto già chiaro che oggi cominciamo a leggere nero su bianco nei documenti stilati dal Santo Padre.
Rivolgendosi all’umanità intera e quindi anche ai non cattolici e ai non cristiani il Papa si fa sostenitore non solo della cultura della Pace ma anche di un modello culturale e di una “teologia” della Pace contrastando apertis verbis il culto della tecnologia ormai esplicitamente assurta a nuova certezza eterna, universale e quindi sostitutiva delle religioni.
Una Enciclica che rimette la tecnologia al suo posto di serva dell’uomo ed illegittima se deborda da tale sua condizione.
Non abbiamo ancora ultimato la analisi e comprensione completa della Enciclica ma non possiamo fin dalle prime pagine non registrare una profonda emozione e una irrefrenabile commozione nel leggere i temi che abbiamo trattato in maniera forse un po’ sgangherata da queste colonne, e che oggi viene rappresentato in maniera sublime da una penna così Altamente Illuminata.
I potentissimi della Terra che manovrano Stati e super Potenze, finanza e opinioni pubbliche, stanno interrogandosi come etichettare una presa di posizione di questa fatta. Un Papa che invita in modo così diretto a mettere da parte ogni ulteriore perfezionamento della tecnologia intesa non a sostenere l’uomo ma a controllarlo da parte degli occupanti della Istituzioni pubbliche e da parte dei detentori di poteri forti è un Papa dal pensiero “giovane” (come peraltro era giovane il pensiero dall’ottuagenario Leone XIII) e che è destinato a rivoluzionare l’evoluzione del pensiero mondiale. Non si tratta più infatti di una questione occidentale ma molto più ampiamente della natura del rapporto stesso tra persona e tecnologia.
Finalmente un Papa accusato di debolezza che sfida i super potentissimi, tutti assieme, non certo in una tenzone ma a rispettare la natura stessa dell’uomo. I cattolici di tutto il mondo sono avvertiti e hanno adesso una traccia chiarissima sul progetto sociale, culturale, economico e quindi Altamente politico che debba informare la prossima stagione della evoluzione umana. I tanti politicanti che riempiono i propri programmi con la parola “Dio” sanno adesso un po’ meglio cosa si nasconde dietro quella parola che indegnamente spesso si pronuncia; ma anche i non credenti (che con le più svariate scuse ritengono di porsi al di sopra di queste questioni) non possono non riconoscersi nella condizione insana di subalterni ad una mitizzazione della tecnologia che ha ucciso ogni pensiero ed azione in modo subdolo ed apparentemente ineluttabile.
Stiamo entrando in un nuovo mondo luminosissimo nel quale noi cittadini, pensatori, persone, dobbiamo decidere se l’impiego di una tecnologia sia legittimo o no! e non certo un oscuro fanatico nascosto in lontane vallate tecnologiche. Il riscatto della persona umana è appena cominciato e dovranno essere i cattolici a entrare in questo percorso che da tempo si cercava e che adesso il Papa americano ha tracciato. Non si finirà presto di analizzare e capire meglio questo pensiero che da sempre sta nascosto dentro la teologia cattolica e cristiana ma che attendeva un Papa coraggioso per venire alla luce.
Oggi venticinque maggio 2026 inizia il post tecnologia i giovani e tutti i “piccoli” e i deboli sono chiamati a difendere la propria identità quindi dignità e insostituibile originalità di fronte alla omologazione planetaria di una forza maligna ed impiegata in maniera maligna nata dalla volontà di sopraffazione delle moltitudini sotto le mentite spoglie della facilitazione di ogni incombenza, anche lavorativa. Una ubriacatura iniziata dopo la rivoluzione francese e consolidatasi proprio mentre Leone XIII scriveva la Rerum Novarum e che ha segnata sanguinosamente il XX secolo è oggi autorevolmente messa a nudo dalla sua prima Enciclica; prima e quindi quasi a voler dire non c’è tempo da perdere …
“Disarmare la tecnologia” è certamente una formula sintetica che risponde alla esigenza odierna di sinteticità e immediatezza della comunicazione ma significa anche dichiarare che serve togliere alle ricerche miliardarie di nuove tecniche ogni legittimazione se non intangibilità; infatti non esiste tecnica che non possa avere una utilizzazione ostile a qualcuno e quindi ogni aspetto di quella ubriacatura tecnologica (che “ha portato l’uomo sulla luna” ma anche all’utilizzo della bomba atomica sulle popolazioni inermi per “far finire prima la guerra”) apparentemente ineluttabile viene oggi messa in profondo dubbio.
La politica che si è schierata compatta dalla parte del Santo Padre quando è stato “attaccato” che farà? Vedremo. Si dirà che si tratta di principi se non di utopie; ma, nel concreto, la gente ha finalmente davanti a sé una differente via per uno sviluppo diverso; e per gente si intende tutto il mondo e tutte le strumentazioni create per controllare tutto e tutti…
Lo “ieri” di ognuno di noi ci è noto; il domani sarà molto diverso.
Canio Trione
