Un Paese dimezzato tra crisi economica e sfiducia: Eurispes Rapporto Italia 2026
L’Italia è un Paese “dimezzato”, attraversato da fratture economiche, sociali e istituzionali che rischiano di compromettere il futuro. È il quadro tracciato dal 38° Rapporto Italia 2026 dell’Eurispes, presentato dal presidente Gian Maria Fara, che descrive una nazione sospesa tra crescita mancata, sfiducia e perdita di coesione sociale.
Il quadro delineato dall’Eurispes restituisce l’immagine di un’Italia fragile e sempre più divisa tra chi riesce ancora a sostenere il peso della crisi e chi, invece, fatica ad affrontare le spese quotidiane. Il dato più preoccupante non riguarda soltanto l’aumento dei prezzi o le difficoltà economiche, ma il clima diffuso di sfiducia verso il futuro.
Secondo il Rapporto, quasi la metà degli italiani (47,8%) teme un peggioramento della situazione economica nei prossimi dodici mesi. Sebbene molte famiglie dichiarino una condizione stabile rispetto al 2025, oltre il 60% arriva a fine mese con difficoltà e un terzo è costretto ad attingere ai risparmi. Affitti, bollette, mutui e spese sanitarie rappresentano i principali fattori di pressione economica.
L’inflazione continua a pesare sui consumi: otto italiani su dieci denunciano aumenti dei prezzi, soprattutto per alimentari, carburanti e pasti fuori casa. Per far fronte alle difficoltà, molte famiglie rinviano acquisti necessari, riducono viaggi e uscite e tagliano persino le spese sanitarie. Cresce anche il ricorso ai pagamenti rateizzati e al lavoro nero per piccoli servizi domestici.
Le famiglie italiane sembrano vivere in una condizione di continua precarietà: si rinuncia a cure mediche, si riducono consumi e progetti personali, mentre cresce il ricorso ai risparmi e all’indebitamento.
L’Eurispes sottolinea inoltre la progressiva erosione del ceto medio e il rischio legato alla sostenibilità del sistema pensionistico. Pesano il calo delle nascite, l’emigrazione giovanile e la stagnazione dei salari. L’Italia perde ogni anno oltre 34mila giovani, una perdita di capitale umano senza precedenti in Europa.
Il Rapporto evidenzia anche un problema più profondo: la perdita di coesione sociale e di fiducia nelle istituzioni. Senza politiche capaci di ridurre le disuguaglianze, sostenere il lavoro e garantire prospettive ai giovani, il rischio è quello di un’Italia sempre più bloccata, divisa e incapace di guardare con fiducia al futuro.
Sul piano istituzionale emerge una forte crisi di fiducia verso politica e partiti. Il Presidente della Repubblica resta l’unica figura a raccogliere un consenso ampio, mentre Parlamento e Governo registrano livelli di fiducia molto più bassi. Gli italiani chiedono istituzioni più efficaci e una politica capace di “pensiero lungo”, in grado di superare logiche elettorali e divisioni.
Ampio spazio è dedicato anche all’impatto dell’Intelligenza artificiale. Più della metà degli italiani utilizza strumenti di AI, soprattutto per informazioni pratiche, studio e lavoro. Tuttavia, prevalgono timori legati alla perdita di spirito critico, alla disinformazione e ai rischi occupazionali. “Ignoranza artificiale”, ovvero una società sempre più dominata da contenuti rapidi e superficiali.
Sul fronte internazionale, il Rapporto evidenzia la contrarietà degli italiani all’aumento delle spese militari e una crescente diffidenza verso i conflitti globali. La maggioranza considera l’Europa poco unita sia sul piano politico che economico e militare.
Non mancano, però, segnali di cambiamento sociale: aumentano i consensi verso eutanasia, testamento biologico e diritti delle coppie omosessuali, mentre cresce la sensibilità verso ambiente e tutela animale.
Le conclusioni del Rapporto Eurispes 2026 consegnano dunque l’immagine di un’Italia sospesa tra difficoltà e possibilità di rilancio. Da un lato emergono precarietà economica, sfiducia nelle istituzioni e paura del futuro; dall’altro resistono energie sociali, capacità di adattamento e una crescente attenzione ai diritti civili, alla sostenibilità e all’innovazione.
La vera sfida per il Paese sarà ricostruire fiducia: nelle istituzioni, nel lavoro, nei giovani e nella capacità collettiva di immaginare un futuro migliore. Senza una visione politica di lungo periodo e senza interventi concreti contro disuguaglianze, precarietà e fuga dei talenti, il rischio è quello di ampliare ulteriormente le fratture che dividono il Paese.
L’Italia descritta dall’Eurispes appare quindi come una nazione che chiede stabilità, ascolto e prospettive. Un Paese ancora ricco di risorse umane e culturali, ma che ha bisogno di ritrovare coesione sociale e senso di comunità per evitare che il “Paese dimezzato” diventi una condizione permanente.
Ciro Troiano
