Volontariato all’estero. Grande opportunità

Per i giovani fra i 18 e i 30 anni, che hanno voglia di mettersi in gioco, fare nuove esperienze, conoscere gente nuova e luoghi diversi, il Corpo Europeo Solidarietà fa al caso loro. Non servono specifici titoli di studio, ma solo spirito di intraprendenza ed essere aperti a nuove opportunità.

Non è insolito che i giovani intorno ai venti anni, avvertano una certa inquitudine, si sentano insoddisfatti, siano alla ricerca di quel qualcosa che non sanno nemmeno loro. Non si tratta di insoddisfazione e nemmeno di noia. È piuttosto la sensazione che là fuori ci sia qualcosa che aspetta, è la voglia di uscire dalla propria storia per entrare in quella degli altri. 

Per questa finalità e non solo nasce l’ESC, il Corpo Europeo di Solidarietà, promosso dall’ Unione EuropeaCe trasforma il sogno in realtà dando concretezza a quella insoddisfazione latente.

Non è un viaggio, nemmeno un lavoro, ma quell’imput che costringe il giovane a crescere, lasciandoda parte la comfort zone. 

In che cosa consiste. Si va in un altro Paese europeo, ci si inserisce in un’organizzazione no-profit, e si lavora fianco a fianco con persone che hanno scelto di dedicare il loro tempo agli altri.

C’è chi ha assistito anziani, chi si è occupato di un rifugio abbandonato, chi ha fatto attività con bambini, sempre in diversi Paesi europei. 

Niente è programmato o uguale per tutti, ogni progetto prende forma secondo il luogo, la situazione, chi è coinvolto, il paese ospitante. Ogni esperienza si sviluppa in fieri e si modifica nel tempo prendendo forma. Ogni Paese porta con sé qualcosa di inaspettato, di coinvolgente per usi, costumi, cibo, incontri, lingua e ambiente.  

E ora vediamo qualche aspetto pratico. Si tratta di un’esperienza gratuita e accessibile a tutti. Il viaggio è coperto, l’alloggio è garantito dall’organizzazione ospitante, l’assicurazione sanitaria è inclusa, e ogni mese si riceve un piccolo rimborso spese per le necessità quotidiane. 

Non si tratta di un vero stipendio, ma è abbastanza per vivere senza pensieri. 

La scelta della gratuità è motivata dal fatto che: il programma vuole essere accessibile a tutti, non solo a chi può permettersi di avere il lusso di andare all’estero per puro divertimento, ma anche a chi non avendo mezzi economici può avvalersi di questa bella opportunità unendo l’utile al dilettevole, come si dice. 

L’unico limite, come scrivevamo, è l’età in quanto non è richiesto nessun titolo di studio, nessuna competenza specifica, nessun prerequisito particolare.

Anche in merito alla durara dell’ESC ci sono diverse opzioni. Massima flessibilità quindi in base alle proprie disponibilità e desideri. 

Infatti il programma si adatta alla realtà di chi vuole partecipare. Si può scegliere un’esperienza breve, da due settimane a due mesi, per chi vuole testare le acque o non può permettersi di stare lontana a lungo. Oppure si può optare per qualcosa di più lungo, fino a dodici mesi, per chi invece sente che ha bisogno di immergersi davvero. È anche possibile fare entrambe le cose nel corso del tempo, alternando periodi brevi e periodi più lunghi, purché la somma totale non superi l’anno.

Il progetto giusto e la selezione. Come procedere quindi se si  intenzionati a fare una esperienza simile. 

Si valutano  i progetti disponibili, attraverso organizzazioni accreditate oppure tramite il Portale Europeo dei Giovani, il sito ufficiale della Commissione Europea dedicato a queste opportunità, si trova qualcosa che interessa e si manda la candidatura. 

Spesso ci si tira indietro per la paura di esssere sommersi dalla burocrazia e dagli incartamenti da preparare. 

Le organizzazioni che gestiscono i progetti accompagnano i candidati durante tutto il percorso di selezione, quindi non ci si trova mai sole davanti alla burocrazia. 

Quale è il momento giusto?

Non esiste il momento perfetto per partire. Esiste solo il momento in cui si decide che vale la pena farlo.

Ci sono poi interessanti novità in merito. Il Corpo Europeo di Solidarietà allarga i suoi conffini. 

Con il ciclo Erasmus Plus 2021–2027, inoltre l’ESC si è “allargato”. Una delle novità più significative, infatti, riguarda la dimensione geografica: è possibile svolgere la propria esperienza anche in Paesi fuori dall’Unione Europea, nell’ambito dei programmi di aiuto umanitario coordinati dall’UE. Per chi sente che l’impegno solidale non conosce confini, è sicuramente un’apertura che cambia le cose in modo sostanziale.

Sicuramente dopo un’ esperienza simile si tornerà cambiati: orizzonti più ampi, migliorate conoscenze linguistiche, semplificati i rapporti umani,  potenziato il problem solving, arricchito il proprio bagaglio dal punto di vista umano e prefessionale.

Chi ha provato questa esperienza la consiglia, dicendo che si torna poi cambiati in meglio a casa. 

                                                    Paola Copertino