Crimini contro gli animali: arriva il nuovo Rapporto Zoomafia
Anche quest’anno i crimini a danno di animali sono stati passati al setaccio dagli analisti dell’Osservatorio Zoomafia LAV, con la 27^ edizione del Rapporto Zoomafia 2026.
Il nuovo Rapporto Zoomafia è stato presentato a Roma All’Europa Experience – David Sassoli, mercoledì scorso. Sono intervenuti:
• Simone Cirulli, responsabile Dipartimento Programmi LAV.
• Ciro Troiano, responsabile Osservatorio Nazionale Zoomafia LAV
• Costantino Pistilli, Fondazione A. Caponnetto – OMCOM
• Videomessaggio dell’On. Cristina Guarda, europarlamentare.
Erano inoltre presenti l’on. Eliana Longi e la senatrice Vincenza Rando, componenti della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli illeciti ambientali.
Combattimenti tra animali, corse clandestine di cavalli, scommesse clandestine, illegalità nei canili e allevamenti, traffico di cuccioli, contrabbando di fauna, bracconaggio, malaffare degli allevamenti, mafia dei pascoli, macellazione clandestina, bracconaggio ittico, illegalità nella pesca, sofisticazioni di alimenti di origine animale; e ancora, internet, intimidazioni, furti, droga e animali, zoocriminalità minorile, violenza e animali: questi i crimini analizzati nel Rapporto Zoomafia LAV pubblicato con il patrocinio della Fondazione Antonino Caponnetto.
Secondo l’elaborazione dei dati raccolti dalle Procure della Repubblica, nel 2025 sono stati aperti 21 fascicoli, con circa 15 indagati al giorno, per reati a danno di animali. Si registra a livello nazionale un tasso di 13,20 procedimenti e di 9.07 indagati ogni 100.000 abitanti.
Sul decremento del numero dei fascicoli, tendenza già registrata lo scorso anno, è opportuno svolgere alcune considerazioni. Sarebbe infatti un errore interpretare il calo delle denunce come un’automatica diminuzione dei casi di maltrattamento. La flessione rilevata, a nostro avviso, non corrisponde a un’effettiva riduzione dei reati contro gli animali, ma indica piuttosto una diminuzione delle denunce presentate e dei fatti accertati. È inoltre necessario precisare, al fine di evitare facili strumentalizzazioni, che la diminuzione delle denunce non può essere attribuita a presunti effetti positivi della nuova normativa in materia di reati contro gli animali, poiché i suoi effetti possono essere valutati soltanto con riferimento agli ultimi sei mesi dell’anno preso in esame.
Va infine osservato che la nuova legge, sotto il profilo sanzionatorio, si è limitata a un aumento delle pene, peraltro previsto solo per alcune fattispecie e in misura contenuta. Ne consegue che la capacità deterrente rispetto alla normativa previgente è rimasta, di fatto, sostanzialmente invariata.
Al di là dei numeri e della statistica, l’analisi di tali reati, suggerisce che sono in aumento i casi commessi da più persone in concorso e i casi diffusi sui social, con particolare e preoccupante coinvolgimento di minorenni.
Dall’analisi dei crimini contro gli animali consumati in Italia si evince che il reato più contestato è quello di Maltrattamento di animali, art. 544ter c.p., pari circa al 38,34% del totale dei procedimenti per crimini contro gli animali registrati presso le 130 Procure sia ordinarie che minorili che hanno fornito i dati. Rispetto al 2024 si registra un aumento del 9,58%.
Combattimenti tra animali
I combattimenti tra animali rappresentano un fenomeno complesso che coinvolge soggetti diversi: i casi più diffusi sono riconducibili a bassa delinquenza, ad allevatori di cani lottatori, ad estimatori di “razze” combattenti. Vi è molta criminalità comune, con delinquenti che sovente sono anche allevatori abusivi e trafficanti di cani da lotta. Non mancano però casi riconducibili alla criminalità organizzata. Dal 1998 fino al 2025 compreso sono stati sequestrati circa 1373 cani e 120 galli da combattimento. 570 le persone denunciate, comprese 17 arrestate. Almeno 4 i combattimenti interrotti in flagranza. I reati correlati vanno dallo spaccio di sostanze stupefacenti all’associazione per delinquere, dalla violazione di domicilio al furto di energia elettrica, dall’invasione di terreni alla ricettazione degli animali.
Corse clandestine di cavalli
Le corse clandestine di cavalli, oltre che fonte di introiti da illeciti connessi alle scommesse, integrano una delle più eclatanti manifestazioni del prestigio criminale e del controllo mafioso del territorio, e consentono di manifestare all’esterno il completo governo del territorio, attraverso l’occupazione e lo sbarramento delle strade pubbliche e l’impegno di uomini e mezzi.
L’affare del traffico di cuccioli
Cani e gatti rappresentano un grosso giro d’affari che, come tale, attira anche gli appetiti di malavitosi e truffatori. I cuccioli vedono la luce in situazioni esasperate. Vengono stipati in furgoni e bagagliai e trasportati per distanze enormi; troppo spesso sono a rischio di contrarre malattie trasmissibili o ne sono già portatori, con grave rischio anche per la salute pubblica. Solo nel 2025 sono stati sequestrati almeno 120 cani importati illegalmente; 14, invece, le persone denunciate, di cui 7 arrestate. Dal 2010, anno in cui è entrata in vigore la legge contro la tratta dei cuccioli, fino al 2025 compreso, sono stati sequestrati 7681 cani e 93 gatti (dal valore complessivo di circa 6.144.800 euro). 471, invece, le persone denunciate. Ovviamente sono stime per difetto. L’analisi della nazionalità delle persone denunciate conferma la transnazionalità di questo tipo di reato: russi, ungheresi, bulgari, serbi, moldavi, ucraini, slovacchi, rumeni, polacchi, turchi, tedeschi e, ovviamente, italiani.
I traffici internazionali di fauna e il Bracconaggio
Il traffico internazionale di animali non accenna a diminuire. Coralli, tartarughe, pappagalli, pitoni, drago barbuto e finanche uno scimpanzé, sono solo alcuni degli animali sequestrati, ai quali vanno aggiunti quelli imbalsamati, insieme a parti, come le zanne di elefante, oggetti in avorio o la testa di un coccodrillo, o pellame di animali protetti.
Caccia con mezzi e in tempi vietati, bracconaggio nei parchi e nelle riserve, uso di richiami acustici vietati, armi clandestine o modificate, abbattimento di specie protette, furto di fauna, uccellagione e maltrattamento di animali, traffico di fauna selvatica viva e di trofei, imbalsamazione clandestina: sono solo alcuni dei crimini contro gli animali selvatici registrati nel 2025.
I dati del Rapporto Zoomafia 2026 confermano che i reati contro gli animali continuano a rappresentare un fenomeno diffuso e preoccupante ed evidenziano, inoltre, la persistente presenza di comportamenti criminali che alimentano circuiti di illegalità diffusa. Desta preoccupazione anche la presenza, di procedimenti che coinvolgono minorenni per reati a danno degli animali. Si tratta di segnali che richiedono interventi educativi, culturali e preventivi capaci di promuovere il rispetto degli animali e contrastare ogni forma di violenza. La tutela degli animali è una questione che riguarda l’intera collettività e richiede un impegno costante da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine e della società civile. È necessario, quindi, rafforzare gli strumenti di prevenzione, di controllo e repressione, affinché il contrasto a questi fenomeni diventi una priorità sempre più concreta ed efficace.
Ciro Troiano
