Stop social ai minori anche in Italia. La petizione
Quella di limitare l’accesso dei minori ai social network è ormai una scelta che sempre più governi stanno prendendo in considerazione. Lontano dall’essere una proposta marginale, il tema è entrato stabilmente nell’agenda politica di numerosi Paesi occidentali, che vedono nella regolamentazione delle piattaforme digitali uno strumento di tutela per bambini e adolescenti.
L’ultimo annuncio è arrivato dal Regno Unito, dove il premier Keir Starmer ha anticipato l’intenzione di introdurre, a partire dall’inizio del 2027, il divieto di utilizzo dei social per i minori di 16 anni. Una linea che si inserisce in un orientamento già adottato o in via di definizione anche altrove.
In Francia, il Senato ha approvato una normativa che vieta agli under 15 l’accesso ad alcune piattaforme ritenute particolarmente nocive per il corretto sviluppo psicofisico dei ragazzi, tra cui TikTok, Snapchat e Instagram. Per altri servizi sarà invece possibile accedere solo con l’autorizzazione di almeno uno dei genitori.
L’Australia rappresenta il caso più avanzato: dal dicembre 2025 è già operativo il divieto di accesso ai social per gli under 16 e, a pochi mesi dalla sua introduzione, una larga parte della popolazione ha espresso un giudizio favorevole sugli effetti della misura, ritenendo che abbia contribuito a migliorare il benessere psicologico dei più giovani.
Anche la Spagna sta discutendo una misura analoga. Il governo guidato da Pedro Sánchez sostiene l’innalzamento dell’età minima a 16 anni e il progetto di legge prevede l’obbligo, per le piattaforme, di adottare sistemi realmente efficaci per verificare l’età degli utenti.
E in Italia? Anche qui è stata presentata, da tempo, una proposta di legge in questa direzione. Il disegno di legge n. 1136, sottoscritto dalle senatrici Marianna Madia e Lavinia Mennuni e sostenuto trasversalmente da parlamentari di diversi schieramenti, prevede l’introduzione della stessa soglia dei 16 anni. Il testo è all’esame della Commissione competente del Senato,ma da mesi non ci sno progressi.
Alla base di queste iniziative vi è una crescente consapevolezza: bambini e adolescenti, per età e grado di maturazione, sono molto più esposti agli effetti negativi di un utilizzo precoce e incontrollato dei social network.
Il Governo ha dichiarato che non presenterà una nuova proposta di legge sul tema social e minori per sostenere il Disegno di legge 1136 già incardinato nell’VIII Commissione del Senato a prima firma Mennuni-Madia, che prevede il divieto di consenso digitale online per i minori di 16 anni.
ProVita&Famiglia ha lanciato una petizione per chiedere l’approvazione del DDl
STOP SOCIAL PER MINORI DI 16 ANNI – FIRMA QUI LA PETIZIONE!
