Punti di riferimento
Chi naviga sa che i punti di riferimento sono fondamentali e non solo nella navigazione costiera dove i principali, vengono chiamati punti cospicui. Senza di essi il navigatore non può tracciare una rotta, un’area di certezza dove in quel momento la sua imbarcazione sicuramente si trova. Da sempre l’umanità ha cercato punti di riferimento, certezze. Come più volte scritto, l’essere umano non comprende il concetto d’infinito; ha bisogno di avere un inizio e una fine, un Big Bang e una fine dell’Universo.
A parte i fisici e i matematici, il concetto d’incertezza, il principio di Heisenberg, viene rigettato quasi con odio sostituendolo con Dei, Religioni e ideologie. È un nostro limite che pochissimi hanno voglia di superare. Su questa nostra debolezza i furbi da millenni ci marciano utilizzando postulati ideologici, politici e religiosi, per indottrinare le masse e manipolarle con continue conflittualità create dal nulla come “il mio Dio è migliore del tuo”. Benché questa pratica basata sul ridicolo, per non dire patetico, continui a produrre successo a vantaggio dei soliti noti, qualcosa nell’ultimo mezzo secolo è cambiato. Il John Wyne che ammazzava migliaia di nativi indiani, rei solo di esistere, non viene più considerato il “buono” della storia, come le immagini dei B52 e caccia USA che seminavano morte e distruzione bruciando vivi migliaia di civili in casa loro non sortisce più, almeno per la maggioranza, urla ed esclamazioni di giubilo quando invece le emettevamo guardando le immagini tremende in bianco e nero alla TV negli anni ‘ 60 e ’70. E che dire dei telefoni bianchi e dei “duri” attori americani con la perenne sigaretta pendente tra le labbra e un bicchiere di whisky in mano? Ora ci fanno sorridere. Ma anche nell’immaginario di casa nostra qualcosa, anzi, molto è cambiato; è scomparso il dottore del paese come anche il parroco. Due icone del primo mezzo secolo XX ora si sono trasformati da punti di riferimento a burocrati con orari d’ufficio: persino la Chiesa ha orari di apertura al pubblico. A parte rari casi di “dinosauri” che ancora interpretano il loro mestiere con passione e come impegno sociale, anche i piccoli paesi hanno subito una dura trasformazione.
Come il navigatore che, senza un punto di partenza e di arrivo, non riesce a tracciare una rotta, il moderno individuo, nella fase preliminare a un’ineluttabile trasformazione della società verso il transumanesimo, ora fa fatica ad vedere un percorso di vita non riuscendo a scorgere, o immaginare una meta che sia diversa o superiore alla mera sopravvivenza. Quindi, da una parte c’è un risveglio, non per tutti, certo, ma comunque di una parte importante della civiltà occidentale, che fa cogliere contraddizioni poco tempo fa accettate come fatti incontestabili, dall’altra un disorientamento generale che causa disagi, violenza, ideologie sub-umane e distopiche.La matematica quantistica c’insegna che, anche se un vuoto non è mai realmente vuoto, uno spazio tende sempre ad essere riempito da qualcosa. Lo spazio o il “vuoto” che sta vivendo ora l’umanità si chiama caduta dei valori, ovvero quei benedetti punti di riferimento che facevano stare tranquille le persone ed erano i “farmaci antipanico” della società rurale e dei piccoli paesi.
Nelle grandi città ci siamo persi e abbiamo preferito vendere l’anima al diavolo del consumismo, della carriera a tutti i costi, della corruzione piuttosto che migliorare quello che avevamo in maniera non traumatica e per un benessere diffuso che sarebbe poi stato anche nostro, correndo di meno e assaporando di più la vita e la pacifica convivenza. Ora i vari Faust hanno preferito evocare il razionale e abbandonare il sensibile, l’istintivo, come se ambedue non facessero parte dell’animo umano. Quindi i vari “venditori” di felicità infinite, dai progressisti distopici ai seguaci del WEF, dagli evocatori del transumanesimo ai perseveranti venditori di Dei, i nostro povero umano, si sente frustrato, quindi arrabbiato, poi isterico e infine violento. I “venditori” hanno riempito i vuoti, ma anziché di conoscenza e consapevolezza, hanno instillato veleni guerrafondai e schifezze degenerate che riempiono sempre più i curriculum di chi ci governa.
Non penso ci voglia una laurea in psicologia e antropologia per capirlo: basta guardare dentro noi stessi. I vari Karl Schwab, che in epoche diverse sarebbero stati linciati o impiccati quali i peggiori criminali degenerati della società, non solo riempiono gli spazi vuoti, ma vuotano secoli di culture e tradizioni sotto lo sguardo bovino di popolazioni immobili e depredate di tutto. Il Gran Reset… certo, ogni 150-200 anni ce n’é sempre uno, pochi lo sanno e se anche lo sanno guardano passare la storia con lo sguardo spento timorosi di esserne protagonista e, quindi, di prendersi impegni e responsabilità.Io spero in un’agenda, non scritta però da un sociopatico e tanto meno diffusa da delinquenti personaggi che oggi “riempiono” spazi apicali della politica internazionale, ma in una agenda scritta da saggi statisti(me ce ne sono?) che disinfetti questa melma psicotica che ha contagiato il Mondo.
Massimo Gardelli
